In principio fu Last.fm che attirò a sè migliaia di utenti tramite la sua libreria musicale e la possibilità di usufruirne gratuitamente, previa registrazione.
Poi, qualche mese fa, in seguito ad una mossa commerciale (a parere mio e di molti altri sconveniente) decisero di far pagare per il servizio offerto.
Ogni giorno puoi ascoltare un limite massimo di canzoni (30), dopodichè ti verrà richiesto di pagare il classico canone mensile/annuale.
Da quel giorno molti utenti si sono spostati verso servizi simili, ma che purtroppo non avevano lo stesso appeal e le stesse funzionalità.
Gli utenti rimasero molto delusi da tutto ciò, dato lo scarso preavviso e dato il comportamento che una società può intraprendere nei confronti delle persone dalle quali riesce a sopravvivere.
Un giorno, quasi per caso, mi imbattei in Grooveshark. Un servizio molto semplice e tramite il quale era possibile avere a disposizione molte delle funzionalità interessanti di Last.fm (ad esempio l'autoplay). Ma non solo, offriva anche alcune funzionalità che su Last.fm erano a pagamento (come la gestione e l'ascolto delle proprie playlist o dei propri favoriti).
Fu subito amore data l'interfaccia semplice e veramente intuitiva. Due click e già ascoltavi dell'ottima musica.
Ma come in ogni rapporto di coppia, non fu tutto rosa e fiori. A volte, normalmente di pomeriggio, il servizio subiva grossi rallentamenti probabilmente dovuti all'accesso da parte degli utenti statunitensi, limitando così la banda disponibile alla connessione degli utenti.
Tolto qualche piccolo disguido il servizio era ottimo e, soprattutto poteva offrire tutto ciò gratuitamente poichè la musica disponibile era fornita dalle case discografiche.
Un paio di mesi fa, purtroppo, il servizio è stato acquisito da Next Open Innovation (figlia di Telecom) e da allora sono cominciati i disagi.
In primis, agli utenti Grooveshark registrati veniva chiesto di registrarsi sul fantastico portale Next.
Ma a me non interessa registrarmi su Next, voglio usare Grooveshark e basta. Ma ciò non era possibile, quindi la superflua registrazione era obbligatoria.
In seguito sono comparsi i disguidi tecnici, ma questo era più che accettabile date le operazioni necessarie allo spostamento del servizio (di sicuro dagli USA a qui in Italia).
Essendo del settore non considererei questo come un vero e proprio problema.
Poi, dopo circa un mese, sono iniziati i problemi veri. Il servizio non permetteva più la login e non gli importava se cambiavi la password e provavi ad immettere quella nuova, su quel sito in tutti i casi non potevi effettuare la login.
Il problema è stato poi risolto un paio di settimane fa, però che tempismo!
Tutto ricominciò a funzionare, e devo dire, anche decentemente bene. Insomma, i dubbi iniziali stavano svanendo.
Finchè, una bella mattina, leggendo la posta elettronica trovo una mail da Next in cui si ringraziavano gli utenti per la loro collaborazione al progetto ma che purtroppo dovevano chiuderlo.
Ehmmm..forse mi sono perso qualcosa? Perchè un servizio che finalmente stava iniziando a funzionare, viene chiuso?
Per rispondere a queste domande ho iniziato la mia ricerca sul Web trovando poche scarse risposte.
Tutte però puntavano ad un unico problema: Telecom non aveva pagato le licenze, o comunque non possedeva tutte le licenze per distribuire tutta la musica.
E come può essere successo? Se le sono perse nel trasloco? Se le sono accidentalmente scordate? Se le sono fumate?
Tutt'oggi non capisco come una società così conosciuta e con un nome da difendere possa incappare in questi errori così banali?
Forse tutta l'operazione Grooveshark altro non è stata che una mossa commerciale per acquisire fondamentali utenti sul loro fantastico portale Next?
Non so, l'unica certezza è che questo comportamento menefreghista mi ha veramente deluso.
Spero un giorno di ricevere risposta, magari anche qui, e spero che qualche utente sia rimasto indignato quanto me dal loro comportamento.
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