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MARINA BELLINI - L'intervista

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MARINA BELLINI - L'intervista

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Redazione

Inserito il 9 aprile 2010 alle 0.00


Innovation Cafè

Ciao Marina. Puoi presentarti rapidamente?
Provengo da studi artistici e nell'era analogica ho fatto lo scenografo, l'autore e il regista. Abito la rete dal 1994 e (da subito) ho trasformato il mio stupore in lavoro. Ho diretto web-community (la prima che ho fondato è stata adottata da Wind), ho affiancato per anni gli studiosi dei comportamenti online con le mie testimonianze e pubblicato libri sul tema, tra cui "Maschi virtuali" (Apogeo), "Maramouse" (Gaia) e "Passione Cellulare" (Gaia).
Da cinque anni dirigo lo spazio dedicato all'innovazione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più Libri più liberi", il digITAL Cafè di piublog.it. Sono responsabile della comunicazione 2.0 dei Musei in Comune di Roma e del sindaco Gianni Alemanno. Oltre a scrivere articoli nei rispettivi blog, giro video, li monto, scatto foto e metto tutto online. Ma curo anche gli allestimenti di mostre che dai Musei di Roma transitano in Second Life. Mi definisco un regista 2.0.


Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?

Innovare significa saper correre insieme all'evoluzione tecnologica.
L'innovazione passa attraverso le persone, perciò ritengo che i tre requisiti siano: conoscenza degli strumenti e del loro utilizzo, creatività, ma soprattutto coraggio. Il coraggio di osare, sfondando le barriere delle convenzioni, ma anche la paura del nuovo, del cambiamento.
Soprattutto in Italia la paura di cambiare s'incontra frequentemente in ogni ambiente socio-culturale, come se contasse di più coltivare il giardinetto anziché piantare nuovi alberi per infoltire il bosco. Tramite i social network la comunicazione oggi è sempre più allargata e non basta più sognare o invidiare l'erba del vicino: occorre seminare prati e boschi con gran determinazione.


Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?

In Italia direi la tendenza ad accorgersi dell'innovazione, soprattutto nel campo della tecnologia anche da parte di utenti non avanzati, dei non "specialisti del settore". Ma anche da parte delle istituzioni che sono sempre state indietro rispetto all'evoluzione tecnologica.
Poi la diffusione della banda larga e la possibilità di essere connessi sempre e ovunque, anche se in Italia non siamo ancora al top e ci vorrà tempo. Ma anche lo streaming che permette di trasmettere in diretta web eventi di vario genere. All'estero senz'altro la diffusione a tappeto della banda larga.


... e quelle che segneranno il 2010?

Mi auguro la diffusione della connessione ad Internet veloce e l'accesso in mobilità.
Ma anche il wifi a tappeto nelle città.


Un video che rappresenta il tuo punto di vista sull'innovazione?


Futurismo Manifesto 100x100: dal Macro Future di Roma a Second Life. Come far transitare una mostra da un Museo a Second Life, utilizzando i medesimi materiali tradotti in digitale. Questo è il mio primo video girato in Second Life... ora li faccio meglio ;)



Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?

La possibilità di essere sempre connessi alla rete senza pagare gli scatti telefonici come ai tempi delle BBS, ma anche l'accesso remoto (AllwaysOn).


Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa", lo daresti a ...? Perché?

Darei un premio a chi sviluppa nanotecnologie o biotecnologie.
Non mi viene in mente un'azienda specifica. Forse a un'associazione: l'ANBI (Associazione Nazionale dei Biotecnologi Italiani ). Perché offre opportunità d'impiego e promuove lo sviluppo delle biotecnologie e della ricerca scientifica, ed è molto attiva nell’innovazione dei rapporti scienza e società.
Darei anche un riconoscimento a Zétema, la società che cura il sistema museale del Comune di Roma, perché è riuscita a "smuseizzare" i Musei, contaminandoli con contenuti innovativi: dalle installazioni che da Second Life tornano ai musei da cui erano partite le mostre, ai videoclip che a breve circoleranno per la rete, offrendo a chiunque, in tutto il mondo, la possibilità di godere della bellezza del nostro patrimonio artistico.


Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?

Se la conoscessi non verrei di certo a dirvela! :)


Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?

Il futuro dei social network è adesso. La condivisione esiste già, anche se preferirei maggiore volontà collettiva di creare sinergie.


Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?

Di non aspettare che qualcuno si accorga di loro e delle loro idee. Ma di andare a bussare a tutte le porte, soprattutto a quelle istituzionali. Prima o poi qualcuno che apre lo trovano.


Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Le attuali avanguardie artistiche sfruttano l'innovazione tecnologica. Viene dato loro lo spazio necessario per condividere le opere?
Qualcosa viene fatto, ma si tratta ancora di arte contemporanea e di nomi già affermati in campo internazionale. Sarebbe opportuno creare degli spazi fisici in cui si possano esportare le opere che nascono dal basso, dai mondi virtuali, ad esempio, affinché il loro valore non rimanga confinato nel "virtuale".
Oggi si producono opere con pochi spiccioli e grandi idee, e ci sono in circolazione artisti veramente validi che meriterebbero platee molto più vaste. A Roma ne sto parlando con l'assessore Croppi e la volontà c'è, così come lo spazio a La Pelanda inaugurata di recente. Si tratta adesso di concretizzare l'idea e renderla operativa. Credo che potremmo farcela con l'aiuto di piccoli sponsor. 


I link di Marina Bellini

http://www.facebook.com/marina.bellini
http://blog.museiincomuneroma.it
www.piublog.it
http://duepuntozero.alemanno.it

 

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