Ciao Elserino, puoi presentarti brevemente?
Sono nato a Limana (Belluno) e mi occupo di tecnologia dell’informazione da oltre 50 anni.
La mia carriera si è svolta in Olivetti, dal novembre 1952 al luglio 1996. Per conto di Olivetti ho avuto diversi incarichi sia in Italia che in USA.
Ho lasciato Olivetti nel luglio 1996, come Vice Presidente e Presidente di Olivetti Telemedia. A partire dal 1980, ho gestito attività di venture capital (inizialmente per Olivetti) e continuo la mia attività di venture capital come Presidente e Partner di Pino Partecipazioni Spa, società advisor del fondo di venture capital Kiwi II.
Nell’ottobre 2000 ho ottenuto la laurea Honoris Causa in Economia Aziendale all’Università di Bologna.
Che cosa significa per te "innovare"?
Innovare significa contribuire a migliorare lo scenario in cui si vive e si opera, migliorando la qualità della vita favorendo la crescita, anche attraverso processi più efficaci ed efficienti.
Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
I tre principali requisiti per innovare, che in Italia non sono ancora presenti in maniera soddisfacente sono:
1) presenza di creativi con capacità imprenditoriale;
2) disponibilità di capitali di rischio per finanziare nuove idee e nuove imprese;
3) adeguate infrastrutture pubbliche a supporto di nuove iniziative, con priorità a quelle relative a formazione/cultura.
Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
Non riesco ad individuare, per il 2009, innovazioni che caratterizzano quest’anno. Citerei forse la trasformazione del "telefonino" verso la rete (smart-phone), che diventa lo strumento individuale universale e collaborativo di maggior diffusione, avviando un enorme sviluppo qualitativo e quantitativo di Internet wireless.
... e quelle che segneranno il 2010?
Anche il 2010 non sarà contraddistinto da specifiche innovazioni, ma si consuntiverà l’impatto di una serie di innovazioni importanti, già apparse o all'orizzonte, in particolare con riferimento web 2.0 e dintorni. L’area da osservare con maggior attenzione è quella dei social network, sulla quale ci si aspettano innovazioni importanti.
Vanno inoltre osservate le iniziative attorno al cloud computing e al crowd sourcing. Da capire l’impatto di book/tablet terminal e dei servizi che possono generare.
Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
Senza dubbio la telefonia mobile se ci riferiamo a segmenti dell’industria. E certamente Google se ci riferiamo ai protagonisti, nonostante l’orientamento di Google nella direzione del “grande fratello”.
Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa" lo daresti a ...? Perchè?
Qui non ho dubbi: Yoox e lo affermerei anche se non fossi stato coinvolto in questa azienda come consigliere di amministrazione.
Yoox è una azienda che ha messo al servizio del “made in Italy” (la moda) un sistema avanzato per il commercio elettronico a livello mondiale, un marketing innovativo, una logistica efficiente, ecc. Il tutto gestito da un team di giovani manager di alta professionalità, dedicato e focalizzato.
Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
Non lo so. Ritengo che nel breve (2010 e 2011) devono ancora crescere le innovazioni già avviate (web 2.0, social network, ecc.). Si tratterà quindi più di evoluzione che rivoluzione.
Ma aspettiamoci rivoluzioni, specie nelle aziende, quando ai posti di comando arriveranno i "nativi digitali", cresciuti a pane e web.
Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
I social network continueranno a svilupparsi, ma non sarà più così importante l’incremento della dimensione quantitativa (gli associati al network) quanto la crescita dello spessore delle applicazioni e delle relazioni. Ovviamente creeranno nuove innovazioni, ma sarà più interessante osservare come questi network ricaveranno profitti correlati al numero di associati.
Sarà inoltre molto istruttivo assistere al confronto competitivo tra i maggiori players (es. tra Google e Facebook), che daranno luogo a nuove applicazioni nonché nuovi modi di gestire le relazioni tra gli associati.
Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
Che comprendano che per sviluppare soluzioni innovative non basta avere una buona idea, ma bisogna acquisire uno spessore imprenditoriale, possibilmente attraverso qualche esperienza operativa. E non basta essere giovani, ci vuole anche una buona preparazione culturale e professionale.
Lo scenario competitivo, anche a livello personale, sarà sempre più difficile e quindi è necessario lavorare con grande impegno per acquisire conoscenze ed esperienze prima di avventurarsi in nuove iniziative.
Va ricordato che un laureato in Italia dovrà competere anche con i suoi coetani in Cina o in India, che hanno Università più sincrone con l'innovazione.
Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Sono parecchie. Ecco i miei interrogativi...
Come far capire ai nostri decision makers (pubblici o privati, di destra o sinistra) come disegnare un sistema Italia per l'innovazione e la crescita?
Come far capire che non basta dire "più ricerca e sviluppo" se non vi è finanza innovativa per portare la ricerca al mercato e fare impresa? E inoltre come far capire ai giovani che le iniziative innovative non vengono portate alle porte di casa, ma bisogna essere più mobili (il “go west” degli americani)?
Come fare capire che non tutte le università (e sono troppe) possono svolgere attività legate all'innovazione ed è quindi necessario classificarle per merito?
Come far capire che è in discussione la nostra qualità della vita e l’intero sistema sociale italiano?
Come fare capire che stiamo perdendo tempo prezioso e che, se i nostri decision makers non hanno idee, vadano a copiare dove idee innovative esistono e sono applicate? Non solo Silicon Valley, anche Israele, Singapore, Finlandia. Ma anche ciò che si sta creando in Francia e nel Regno Unito.
Va osservato che per creare un sistema per l’innovazione in Italia non basta una legislatura!
L’innovazione non è ne di destra ne di sinistra.
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