Lo scorso lunedì è stato lanciato con successo dal Centro Spaziale Europeo di Kourou, nella Guyana Francese, Vega, il vettore spaziale europeo, frutto del lavoro dell'azienda italiana Avio.
Il progetto, che vede come capofila il centro di produzione di Colleferro, vicino Roma, coinvolge 40 aziende di 12 Paesi europei, insieme ad istituzioni, imprese e Università.
Celebrato come un esempio di eccellenza dell'industria aereospaziale italiana, Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, il cui punto di forza sta nella capacità di mettere in orbita carichi superiori a 1500 Kg, contenendo i costi nell'ordine dei 25-30 milioni di euro. Il nuovo vettore affianca gli altri lanciatori europei, quali Ariane 5, dedicato a satelliti fino a 10 tonnellate, e Soyuz, per i satelliti di massa intermedia.
Nella sua prima missione, Vega ha portato a termine il compito di lanciare in orbita bassa (circa 700 km dalla Terra), il satellite LARES, che verrà utilizzato per studi nel campo della fisica gravitazionale, della fisica fondamentale e delle scienze della Terra, Almasat-1, progettato da un gruppo di studenti dell'Università di Bologna per validare tecnologie di propulsione spaziale e 7 piccoli satelliti CUBEsat.
Questi ultimi sono stati progettati da varie Università europee, tra le quali il Politecnico di Torino e l'Università di Roma, per diversi scopi scientifici. Proprio la flessibilità e i bassi costi di lancio assicurati dal vettore italiano permettono anche a PMI, Università e Centri di ricerca di accedere alla ricerca spaziale.
"È un momento di grande soddisfazione e orgoglio, che corona lo sforzo e l'impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner; oggi l'Italia entra a far parte di quel ristrettissimo numero di Paesi che possono vantare una propria tecnologia di accesso allo spazio", ha commentato Francesco Caio, Amministratore Delegato di Avio.
Il successo del primo lancio non era affatto scontato. Il timore era che si ripetesse quanto avvenuto nel 1996, in occasione del volo inaugurale dell'Ariane 5, esploso appena un minuto dopo il lancio.
Con Vega sono decollati verso lo spazio anche tre tweet, scelti nell'ambito di "Tweet nello spazio". Tramite l'iniziativa, pensata da Avio, gli utenti della rete sono stati invitati a mandare i propri pensieri, condensati in 140 caratteri, direttamente dal sito tweetnellospazio.it, oppure dall'account di Twitter inserendo l'hastag #tweetnellospazio.
Tutti i messaggi sono stati proiettati sulla superficie del razzo, ma i 3 vincitori, incollati all'esterno del vettore, sono partiti per lo spazio, portando questi messaggi: "Lo spazio infinito. Il posto migliore in cui giocare a nascondino"; "Ho già la testa tra le nuvole, portate su anche il resto"; "Chissà se lassù c'è un posto dove finiscono gli aquiloni".
Un modo simpatico per far incontrare la fantasia dei navigatori del web con le eccellenze scientifiche italiane che conquistano lo spazio.
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