Groupon, dalla quotazione record in Borsa alla class action dei consumatori

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Fabio Viola - Editoriale

Inserito il 26 gennaio 2012 alle 11.08


Groupon è uno dei nuovi protagonisti dell'economia web. A poco meno di 2 anni dalla sua nascita, è una delle aziende che è cresciuta più velocemente nel valore di mercato; più di colossi come eBay, Amazon o Google, tanto per fare un esempio.
Lo scorso anno la stessa Google  ha provato ad acquisirla, offrendo ben 6 miliardi di dollari, ma la società fondata da  Eric Lefkofsky, già in passato creatore di aziende che dopo una grande crescita  hanno conosciuto il fallimento a causa dell'eccessivo indebitamento, ha preferito rimanere indipendente viste le sue potenzialità.
In effetti, il settore delle vendite a coupon sembra essere promettente, se è vero che altri big di internet si sono mossi con decisione per entrarci. Amazon, ad esempio, ha pagato 175 milioni di dollari per acquisire Living Sociald, presente in  Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda. Anche Google ha reagito alla mancata acquisizione lanciando il servizio Offers destinato ai telefoni Android.
Lo sbarco in borsa di Groupon, avvenuto lo scorso novembre, ha riscosso grande successo da parte degli investitori, tanto da far raggiungere alla giovane azienda la valutazione record di 12,6 miliardi dollari. La quotazione ha rappresentato la più grande per un internet company dopo quella di Google di dieci anni fa.
Alcuni analisti, però, hanno cominciato a puntare la lente sui conti di Groupon, gravati da forti spese di marketing per incentivare le vendite e da un modello di calcolo degli utili che non tiene conto adeguatamente di interessi, tasse, deprezzamento, ammortizzazione e, appunto, costi marketing.
Ora i problemi arrivano anche dai clienti del nostro paese, dove l'azienda è sbarcata 1 anno e mezzo fa. Un gruppo di clienti italiani, che si sono ritrovati su un gruppo aperto appositamente su Facebook, ha intenzione di promuovere una class action contro l'azienda americana. Prodotti pagati e non consegnati, ritardo nei rimborsi, scarsa assistenza clienti e servizi non corrispondenti alle offerte pubblicizzate: queste, in sintesi, le accuse mosse dagli utenti.
Le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra e minacciano l'avvio dell'azione collettiva se non saranno soddisfatte le richieste dei clienti.
Sulle pagine di Facebook esplode il malcontento e trovano spazio le storie raccontate dai consumatori delusi. Tra porzioni ridotte al ristorante e mancate prenotazioni di stanze in hotel, fino al mai arrivato iPhone acquistato, gli iscritti al gruppo sono passati in un mese da 200 a 1.300.
Non solo i clienti finali, ma anche i commercianti si lamentano del modello Groupon. Alcuni, paradossalmente, si trovano strozzati dall'eccessivo e inaspettato successo delle loro offerte. Così il pasticciere sommerso dagli ordini di torte e paste sottocosto o la parrucchiera che dovrebbe lavorare in perdita per soddisfare le prenotazioni di tagli e messe in piega a 29 euro. In aggiunta, il sito si prende il 50% del costo del bene o servizio e trasferisce la quota spettante al partner dopo 60 giorni.
Come si difende Groupon da queste accuse? "Il fenomeno Groupon è cresciuto rapidamente estendendosi in soli 19 mesi su oltre 40 città italiane", rispondono i responsabili della società, ci sono milioni di utenti soddisfatti, ma per effetto di questi numeri e della rapida crescita del servizio, è possibile che si verifichi qualche disguido.
Da parte sua, Groupon assicura che sta lavorando per risolvere i problemi ed ha preso contatto con gli amministratori del Gruppo Facebook "Groupon, Problemi e Denunce", allo scopo di trovare una soluzione per ciascun caso. Anche con le associazioni dei consumatori il dialogo è aperto, mentre il servizio clienti è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21 e il sabato dalle 9 alle 19.
Vedremo come proseguirà la contesa, ma c'è già chi si domanda se i coupon siano la nuova frontiera del web o la sua ennesima bufala.

(6) Commenti

michele22

michele22  - iscritto dal 09 gennaio 2012


Infatti sono sempre stato scettico, non mi stupirei se da un momento all'altro le cose non funzionassero più come dicono...


 


27/01/12 9.18
nextop

nextop  - iscritto dal 09 gennaio 2012


articolo interessante


27/01/12 15.35
elvissr

elvissr  - iscritto dal 09 gennaio 2012


conviene?


27/01/12 16.04
lillibeth

lillibeth  - iscritto dal 09 gennaio 2012


più che altro fa riflettere sul fatto che il paese di Ben Godi non esiste e che dietro ogni affare possibile ci sono persone che sudano e lavorano e non è concesso sfruttare i molti per ottenere un beneficio per i pochi...vanno bene le offerte, ma dovrebbero essere poche e ben indirizzate per consentire ai fornitori di produrre e distribuire in maniera efficace e comunque lucrativa come fare un numero esiguo di sconti al 50% e però riscuotere un sensibile aumento di clientela


dare invece la possibilità a molti di ottenere sconti sfrutta la credulità delle persone e in fondo il desiderio di accaparrare molto a poco che non è esattamente un atteggiamento nè etico nè ecologico


spero che i fornitori insieme a Groupon che comunque ha lanciato una bella iniziativa se calibrata a dovere trovino un congruo ed equo accordo che soddisfi insieme il bisogno di guadagno e i desiderio di soddisfare le necessità del cliente 


27/01/12 16.10
ingmar

ingmar  - iscritto dal 09 gennaio 2012


ottimo


 


29/01/12 13.22
asartori

asartori  - iscritto dal 09 gennaio 2012


Secondo me un altro modo per fare pubblicità gratuita al sito.


31/01/12 9.11
Categorie: Mobility, Lifestyle & health, Social networking, Speciali, Technology, Business,
Tags: groupon, class action, clienti, coupon,

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